Meldola (FC), 16 maggio 2016 – Una moderna struttura dove sentirsi come a casa propria, perché la serenità offerta da un’accoglienza amichevole è parte integrante del percorso di cura. Sarà questo il valore profondo della Casa Accoglienza San Giuseppe “Antonio Branca”, struttura inaugurata oggi, 16 maggio. Dopo poco più di 1 anno di lavori e un investimento di oltre 3 milioni di euro, si aprono le porte della foresteria che oltre a portare il nome dell’Istituzione dove ha sede – un grande complesso fondato negli anni ’30, già orfanotrofio e sede di attività educative per l’infanzia – ricorda uno tra gli ideatori del progetto, l’ex segretario generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Antonio Branca.

Il progetto è stato realizzato dal Fondo Emilia-Romagna Social Housing (gestito da InvestiRE SGR) con un articolato piano di investimenti che ha messo a frutto le risorse del fondo FIA (gestito da CDP Investimenti SGR, gruppo Cassa Depositi e Prestiti) quale primo investitore e delle Fondazioni bancarie della Cassa dei Risparmi di Forlì, Modena, Piacenza e Vigevano, Rimini e quella del Monte di Bologna e Ravenna nonché dell’UniCredit SpA.

Distante poche centinaia di metri da IRST, (via Paolo Mastri), la Casa Accoglienza dispone, su tre piani, di 26 camere (16 singole, 5 doppie, 5 triple per un totale massimo di 41 ospiti) progettate e arredate per assicurare i migliori standard e comfort, oltre a spazi comuni (reception, area uffici, cucina comune, sala pranzo, soggiorno, sala lettura), parcheggi e giardino. E’ stato inoltre edificato ex novo, perpendicolare e staccato dal corpo centrale, dove già esisteva un porticato, un blocco destinato a uffici uso IRST. L’immobile è stato sottoposto, oltre ad una importante valorizzazione estetica, anche a numerose migliorie impiantistiche, introducendo tecnologie all’avanguardia che hanno permesso il raggiungimento della classe energetica A.

Il costo totale dell’intervento è di circa 3 milioni di euro per la sola riqualificazione, cui si aggiungono 200mila euro per lavori accessori, di rifinitura e mobilio. Investimento, quest’ultimo, al quale ha contribuito l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), la più importante realtà di volontariato oncologico del territorio. La gestione della Casa sarà affidata, tramite convenzione siglata tra IRST e Amministrazione comunale, all’Istituzione “Davide Drudi” di Meldola, ente impegnato nell’organizzazione di numerosi servizi socio-sanitari per il territorio. Nell’ambito dell’accordo, fondamentale il contributo dell’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) Onlus che sarà presente nella struttura con i suoi volontari.

Il paziente al centro - Numerose le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di alloggi temporanei vicini all’Istituto: il costante incremento dei pazienti provenienti da fuori Regione (circa il 20% degli oltre 19mila utenti delle sedi IRST di Meldola, Forlì, Cesena, Ravenna Radioterapia), l'affermarsi di IRST quale nodo centrale della Rete Oncologica della Romagna, l’impegno etico di alleviare situazioni di possibile disagio a chi è già sottoposto al carico della malattia. L’accoglienza è, infatti, un aspetto fondamentale in qualsiasi percorso di cura. Ancor di più se questo tragitto può risultare particolarmente lungo, pesante sia dal punto di vista emotivo e per il fisico, come lo è quello oncologico. Sentirsi come a casa, ancor di più quando casa è lontana, può aiutare ad affrontare le terapie con la giusta serenità. La Casa si rivolge, anzitutto, ai pazienti e a chi se ne prende cura che, nella pausa tra una terapia e l'altra o per terapie eseguite ambulatorialmente su più giorni consecutivi (come nel caso della Radioterapia per i quali i tempi medi di accesso in IRST si attestano intorno ai 25 giorni) abbiano necessità di alloggiare vicino all’Istituto, in un luogo confortevole e adeguato, a prezzi equi. La struttura sarà aperta anche a chi vive IRST sotto il profilo professionale, quindi relatori o partecipanti a congressi, ricercatori, studenti universitari, tirocinanti.

L’Istituto San Giuseppe, una storia di accoglienza e generosità – L’Istituto San Giuseppe di Meldola fu fondato nel 1930 da Mons. Achille Lega, per provvedere al ricovero, mantenimento, educazione morale e religiosa dei ragazzi orfani o figli di famiglie povere. Alla conduzione del complesso che poteva ospitare fino ad 80 giovani, furono inizialmente chiamate le suore dell’Ordine dell’Addolorata. Il primo edificio del complesso, realizzato grazie a fondi propri e munifiche donazioni private su disegno dell’Ing. Gino Cervesi di Forlì, fu destinato a ricovero femminile e inaugurato il 28 ottobre 1930 dal vescovo Mons. Raimondo Jaffei. La nuova costruzione sorgeva a fianco di un preesistente edificio, già adibito a filanda, attrezzato a laboratorio tessile così da poter insegnare un mestiere alle ospiti e per dare una rendita all’Istituto medesimo. Presso l’Istituto, infatti, venivano preparate tiare, abiti talari e paramenti sacri per il Vaticano e la Curia forlivese. Dopo cinque anni, Mons. Lega ritenne
fondamentale estendere anche ai bambini di sesso maschile l’opera dell’Istituto, chiedendo al capo del Governo, Benito Mussolini e alla Famiglia Reale un finanziamento per costruire un nuovo edificio. Ottenuto un finanziamento di 450.000 lire dell’epoca, nel 1936, venne realizzato un secondo, moderno, fabbricato più grande del precedente. Inaugurato da Donna Rachele Mussolini, nel nuovo edificio trovò spazio anche un laboratorio di falegnameria per i ragazzi. Nel 1952, con l’apertura di una Scuola materna intitolata a Mons. Lega e la soppressione dell’Orfanotrofio, l’educazione dell’infanzia diventò l’attività principale. Una connotazione che dura tutt’oggi insieme al coordinamento di alcune associazioni di volontariato, tra le quali la Caritas Meldolese. A cavallo tra anni ’90 e primo decennio del duemila, il progressivo disuso di molti locali portò ad una seria riflessione sul futuro di parte dell’Istituto e sulla sua messa in sicurezza. Tra i primi ad interessarsi al problema, nel 2011, fu Antonio Branca, all’epoca segretario della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che, insieme alle Direzioni IRST, elaborò un progetto di riqualificazione per rispondere alle esigenze di alloggio temporaneo di pazienti e loro familiari, specie per quelli provenienti da fuori Regione. Il progetto è stato presentato e approvato nel giugno 2012 da InvestiRE SGR, primario operatore del risparmio gestito specializzato e punto di riferimento per il mercato degli investitori istituzionali e operatori professionali, in qualità di gestore del Fondo immobiliare etico Emilia-Romagna Social Housing; l’avvio formale dei lavori è del febbraio 2015.

Il simbolo, un giglio rosso – Nella ricerca di un simbolo che potesse rappresentare efficacemente i valori propri dell’accoglienza e del territorio meldolese, la scelta è caduta su giglio rosso, inscritto nel profilo di una casa. Oltre ad esser classicamente associato nell’iconografia cristiana alla figura di San Giuseppe, sono numerosi i riferimenti che fanno spiccare l’immagine del giglio quale abbinamento ideale. Un fiore, in sé, è già simbolo che esprime semplicità, tranquillità, equilibrio e naturalezza; elementi rafforzati dall’abbinamento al rosso/arancio, un colore tipicamente caldo, positivo, luminoso, emotivamente coinvolgente. Forse ancor più significativi gli aspetti storico-naturalistici. In primis, il giglio rosso è simbolo presente nello stemma comunale di Meldola (è tenuto nella zampa destra dal leone che campeggia al centro dello scudo), a ricordo dell’aiuto offerto dai fiorentini a difesa della città dall’assedio degli Ordelaffi. Infine, il Lilium bulbiferum è tra le specie vegetali più rappresentative e rare della Riserva Naturale di Scardavilla, alle porte di Meldola. Scardavilla – uno dei più ampi e interessanti boschi delle colline forlivesi – è nota anche per esser stato oggetto di ampio studio del naturalista forlivese Pietro Zangheri (1889-1983), eminente scienziato e padre dell’ecologismo italiano.

InvestiRE SGR, primario operatore del risparmio gestito, si contraddistingue per la valorizzazione di portafogli immobiliari in differenti settori di mercato. Gestisce attualmente un patrimonio di oltre 7 miliardi di Euro distribuito su 34 fondi immobiliari di diversa tipologia, tra cui quotati e riservati ad investitori istituzionali e operatori professionali. Una fetta consistente del patrimonio è costituita da piattaforme territoriali dedicate al social housing. La struttura prevede, infatti, una Business Unit dedicata alla gestione dei 13 fondi di social housing e del maggior numero di investimenti dedicati a questo settore. Tale Business Unit “Development & Social Housing”, con il supporto degli staff specialistici (project management e asset management coordinati dal fund management), è responsabile sia della fase di strutturazione e costituzione dei fondi e delle relative tempistiche di esecuzione, sia della fase di realizzazione del progetto e relativa gestione immobiliare e sociale. La SGR da sempre basa la propria attività sulla ricerca e sull’innovazione, e ha realizzato nel Paese i principali interventi di social housing.

CDP Investimenti è la SGR, partecipata per il 70% da Cassa Depositi e Prestiti e per il 15% ciascuna dall’ACRI e dall’ABI, che gestisce il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA) attivo nel social housing. La dotazione del FIA ammonta a 2 miliardi e 28 milioni di euro, di cui 1 miliardo sottoscritto da CDP, 140 milioni dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 888 milioni da parte di gruppi bancari e assicurativi e di casse di previdenza privata. La SGR gestisce inoltre il Fondo Investimenti per la Valorizzazione (FIV) che opera, con una dotazione di 1.080 milioni di euro interamente sottoscritta da CDP, per stimolare e ottimizzare i processi di dismissione di patrimoni immobiliari da parte di Enti pubblici.

L'Istituzione ai servizi sociali "Davide Drudi" è un organismo strumentale dell'Amministrazione Comunale di Meldola creato il 1/1/1999 al fine di ottimizzare e riorganizzare la gestione dei propri servizi sociali. Tale strumento previsto dal D.lgs. 267/2000 è stato dotato di ampia autonomia con l’intento di consentire una maggiore flessibilità, uno snellimento burocratico ed un impiego più efficiente delle risorse disponibili per i servizi gestiti. Nell'ambito del mandato dettato dallo Statuto e dal Regolamento di gestione, provvede all’organizzazione ed alla gestione dei servizi sociali a prevalente aiuto alla persona, di interesse sociale e di strutture residenziali e semiresidenziali, quali: Casa Residenza per anziani, Casa di riposo, Centro Diurno. Si occupa inoltre di gestione del servizio di Assistenza Domiciliare, Refezione Scolastica, Mensa centralizzata per Enti e strutture convenzionate, Asilo Nido, Farmacia Comunale, servizi di pulizie e assistenza presso scuola materna ed elementari, trasporti scolastici e sociali in genere. Nel tempo ha ampiamente sviluppato ed utilizzato strumenti di convenzionamento servizi e altre gestioni socio assistenziali e sanitarie in sinergia con altre Amministrazioni limitrofe e con IRST, nell’ottica di perseguire obbiettivi comuni di razionalizzazione dei costi generali e limitazione delle tariffe all’utenza.

L’Istituto Oncologico Romagnolo Onlus (IOR), fondato da medici e volontari nel 1979, oggi è una organizzazione di volontariato composta da circa 3.000 Soci, da oltre 1.000 Volontari IOR, da 35 collaboratori e giovani Ricercatori borsisti e da migliaia di Sostenitori. Grazie a tutta questa solidarietà lo IOR ha investito in Romagna oltre 65 milioni di euro in progetti di ricerca, campagne di prevenzione, in attrezzature scientifiche, in assistenza e cure palliative. Nel 1979 esistevano solo 2 reparti oncologici, ora, grazie al sostegno dello IOR, ce ne sono 7, oltre a 3 day hospital e 8 Hospice. Ad oggi i Volontari e i Medici IOR hanno assistito gratuitamente oltre 40.000 pazienti, sensibilizzato oltre 122.000 studenti romagnoli ai corretti stili di vita. Grazie alle borse di studio dell’Istituto oltre 235 Medici e Ricercatori si sono potuti specializzare in oncologia. Sono state 185 le conferenze scientifiche, 16 della quali internazionali, possibili con il contributo IOR. Lo IOR, infine, è stato l’ideatore e il principale socio fondatore dell’IRST IRCCS.